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TRE DOMANDE A VINCENZO MANES.
Kme è storicamente legata alla città di Firenze e impegnata su molti fronti: perché anche Palazzo Strozzi?
Il tradizionale legame del Gruppo KME con Firenze, che nasce nella prima metà del secolo scorso, e quello con la Toscana che addirittura risale all'epoca risorgimentale, ha le sue radici anche in una concezione della cultura d'impresa che reputa indispensabile interagire con il territorio dove essa opera.
Firenze è una delle capitali che testimoniano le meraviglie dell'ingegno dell'uomo e la bellezza delle sue realizzazioni. Ingegno e cultura del "bello" sono anche parte integrante dei valori che fanno da spina dorsale dell'attività di KME e del suo impegno nella creazione di prodotti frutto della trasformazione del rame, il metallo che accompagna lo sviluppo tecnologico e culturale dell'umanità dai suoi albori.
E' stato dunque naturale rispondere positivamente all'appello a contribuire alla promozione della Fondazione di Palazzo Strozzi, una struttura di rilevanza mondiale che può e deve essere annoverata tra le principali entità culturali a livello internazionale.
Quale ruolo può avere un'associazione come APPS a e per Firenze?
L'Associazione dei Partners di Palazzo Strozzi, può contribuire all'affermazione di una cultura d'impresa che comprende la responsabilità di questa anche nei confronti del contesto socio-culturale che l'accoglie. Deve essere chiara la coscienza, anche da parte dell'industria privata, di quanto importante sia, per il suo stesso sviluppo, poter agire in un ambiente culturale, artistico, civile e sociale mirato all'eccellenza. In tale quadro, è indubbio l'apporto che le esperienze di grandi gruppi internazionali possono trasferire, in termini di capacità manageriali e di rapporti con il resto del mondo, ad una struttura quale quella di Palazzo Strozzi.
Cosa pensa della cultura a Firenze?
Firenze deve essere capace di uscire dagli stereotipi che la soffocano. Non è facile, me ne rendo conto. La sua immensa storia e la sua indubbia bellezza a volte mi sembrano come delle droghe che inducono all'apatia e alla contemplazione passiva dell'esistente. Bisogna però svegliarsi da questo torpore, capire che le meraviglie del nostro passato potranno continuare a dare il loro contributo al benessere della società solo se saremo capaci di utilizzarle per rilanciare quella cultura dell'innovazione e dell'ingegno che le ha rese possibili.
Vincenzo Manes
Presidente e Ad Intek spa (KME Group)
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